Cenni storici.. - Agrigento in Sicilia
Da S. Angelo ad Agrigento il salto è di soli 30 Km! Ma è un salto che può farci perdere la testa: si rischia di dimenticare il presente e di naufragare nella bellezza. La Valle dei templi è un giardino magico, sospeso tra il cielo e il mare, dove la squisitezza delle forme doriche - 11 templi, fra cui uno ancora integro - spicca come il ricamo di un arazzo stupefacente. La città greca, di nome Akragas, fondata dai Geloi, nel 580 a.C, fu una delle più splendide del mondo greco.
Questo splendore è testimoniato anche dai reperti esposti nel prestigioso Museo archeologico regionale S. Nicola. Dell'Agrigento medievale rimane oggi un centro storico che, benchè adulterato dall'edilizia del dopoguerra, serba ancora dei monumenti di tutto rispetto come la Cattedrale, di fondazione normanna e dedicata a San Gerlando, e il Monastero chiaramontano di S. spirito, la cui chiesetta è arricchita all'interno da squisiti stucchi del Serpotta. Sul versante mondano-balneare ecco il borgo di San Leone, con chilometri di spiagge dorate e un magnifico lungomare-giardino.
Chi si trova in città fra gennaio e febbraio sarà certamente colpito dalla precoce fioritura dei mandorli della Valle, e potrà godere della “Sagra del Mandorlo in fiore”, festival folclorico nato per celebrare appunto questo evento annuale. Nel mese di luglio, in questa provincia dalle forti tradizioni agricole, si festeggia San Calogero: antico eremita, di origine incerta, africana o mediorientale,che si dice assistette il popolo agrigentino durante una pestilenza. Il simulacro di S. Calogero è nero, quasi a ricordare che siamo nella Sicilia africana (120 ml. Da Tunisi). Lasciata Agrigento proseguiamo verso Palma di Montechiaro , antico feudo dei Tomasi di Lampedusa, antenati del celebre scrittore che qui ambientò il suo romanzo: “il Gattopardo”.
Su Palma torreggia il Duomo, magnifico barocco siciliano, che conserva al suo interno alcuni lavori del pittore Domenico Provenzani. Il castello chiaramontano, in corso di restauro, occupa una splendida posizione a picco sul mare. Un Castello in ottimo stato si può invece visitare sulla piazza centrale di Favara, città a 10 Km. dal capoluogo: è stato di recente restaurato ed offre al pubblico i segni ancora visibili del prestigio dei Chiaramonte. In questo viaggio alla scoperta di tesori nascosti vale la pena fare una puntata a Naro, la capitale del barocco Agrigentino. Paese adagiato in una splendida valle di mandorli, Naro stupisce con le sue chiese dai bellissimi prospetti, come quelle di San Francesco con le caratteristiche colonne tortili oe di Santa Caterina dalle dolci forme arrotondate. Merita un discorso a parte la costa che da Agrigento riporta a Sciacca. Si può sostare a Realmonte per godere di una scogliera bianchissima, detta la “Scala dei turchi”, e proseguire sulla litoranea per giungere dalle parti di Montallegro , alla riserva naturale di Torre Salsa, con ampio, soffice arenile e la presenza di tante specie vegetali ed animali. Curiosità: le tartarughe vengono periodicamente a depositare le uova.
Ma non è finita. A pochi chilometri ecco la zona archeologica di Eraclea Minoa, luogo mitico dove pare sia stato sepolto il re cretese Minosse ( da cui il nome del sito) .C'è un teatro greco di notevole importanza e i resti di alcune abitazioni. E, al confine con la provincia di Trapani, altra zona archeologica: Monte Adranone, nel territorio di Sambuca di Sicilia ,l'araba Zabut. Della provincia di Agrigento, fanno parte Lampedusa e Linosa,le isole Pelagie, paradiso dei sub e di quanti amano il mare. Da segnalare, a Lampedusa, la meravigliosa isola dei conigli.
|