Cenni storici - Agrigento in Sicilia
Il paesaggio dell'agrigentino non ha l'aspra forza della provincia ennese, né i colori e gli scorci della sicilia tirrenica o ionica, ma il visitatore resterà stupito di trovarvi una dolcezza collinare, ampie ondulazioni che, a seconda delle coltivazioni, appaiono ora gialle, ora argentee, ora glauche o verdi. E' questa una s icilia mutevole che può essere africana sulle coste di Sciacca, o molto “italiana” nell'entroterra, dove le colline crescono in altezza, offrendo allo sguardo boschi di conifere, pascoli, paesaggi limpidi e freschi. E, come sempre nell'isola, anche i monumenti storici sono elemento quasi naturale: qui si va dall'assoluto incanto della “Valle dei Templi”, all'assolato barocco di Naro e Palma Montechiaro, fino alle fantasie arabe di centri storici come Sambuca.
La fama e l'importanza della “Valle dei Templi” spesso e ingiustamente oscurano il valore di altre contrade e di altri scenari, a tutto danno del turista che viene così a perdere l'opportunità di scoprire inaspettati ed insoliti angoli di Sicilia. Partiamo allora da Sciacca , città di mare dal nome arabo (Xacca = fessura) e centro copioso di monumenti e di vita. Il centro storico è ricco di chiese tra cui spicca il Duomo, dedicato a Maria SS. Del Soccorso.. All'interno varie opere d'arte, fra cui un meraviglioso fonte battesimale attribuito al Gagini. La volta, con affreschi rappresentanti l'Apocalisse, è di Tommaso Rossi. Altre chiese degne di nota sono: Santa Margherita, con bellissimo portale attribuito a Francesco Laurana, e S Nicolò La Latina, di fattura decisamente normanna.
Certamente da vedere è lo “Steripinto”, costruzione squadrata, tutta a bugnato, che ricorda molto il palazzo dei diamanti di Ferrara di cui è contemporaneo. Non si può evitare un cenno al suo effervescente Carnevale, e alle belle ceramiche,dai colori molto solari, che qui si producono. Senza dimenticare, peraltro, le sorgenti termali, fra le migliori in Italia. Il tour prosegue verso la mezza costa: ed ecco che questa Sicilia sorprende ancora, regalando, a pochi chilometri dal mare africano, un paesaggio di boschi sicuramente inaspettato. E' quello dei monti Sicani attorno al paesino di Caltabellotta , famoso per la pace qui conclusa nel 1302 tra Carlo di Valois e Federico III d' Aragona. Il comune si trova ad oltre 700 m. s.l.m., ed offre un panorama che abbraccia le Madonie e l'Etna. A Caltabellotta potrete ammirare , tra l'altro, la Matrice normanna, recentemente restaurata.
Puntando a Nord e percorrendo alcune caratteristiche strade provinciali si incontra dapprima Burgio, , con la rara fonderia di campane, poi S. Stefano di Quisquina, con l'antico eremo e la grotta in cui dimorò S. Rosalia, patrona di Palermo. E' curioso che l'apertura di questa cavità naturale appaia piccolissima, mentre vi può passare perfettamente anche la persona più alta. Il percorso culmina nella vetta di monte Cammarata che è il punto più elevato della provincia di Agrigento. Ci si trova nella valle del Platani: nella parte centrale di questo comprensorio il paesino di S. Biagio offre, nella settimana santa, un interessante spettacolo: gli archi di Pasqua. Sono delle grandi strutture di legno adornate con singolari forme di pane,spighe di grano ed altri prodotti della terra. Pochi chilometri a Sud , S. Angelo Muxaro, appena un villaggio sperduto nella campagna interna, ma ricchissimo di resti archeologici; in particolare la tomba del Principe è il monumento funerario più antico della Sicilia preistorica...
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